Confraternita San Domenico | Museo
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Il museo Diocesano Diffuso e la Chiesa di San Domenico

Il museo  Diocesano Diffuso è ospitato all’interno della cappella del Suffragio, adiacente alla chiesa di San Domenico. Fortemente voluto da Monsignor Giuseppe Chiaretti fa parte di un circuito museale che prevede una quindicina  di sedi nel territorio diocesano.

La chiesa di San Domenico e l’attigua cappella sono quanto oggi resta del complesso religioso costruito dai della Corgna tra il XVI e XVII secolo. La piccola cappella unita alla Chiesa di S. Maria delle Grazie ( trasformata nel cinema del paese) era stata sede, almeno dal 1593, della Confraternita della Frusta.

Il ringraziamento per la guarigione della duchessa Eleonora

La chiesa di S.Domenico fu costruita nel 1638 come ringraziamento per la miracolosa guarigione della duchessa Eleonora da una cancrena al braccio. Per la “cura” fu usato l’olio della lampada votiva che ardeva di fronte all’immagine miracolosa di S. Domenico nella chiesa di Soriano Calabro, presso il quale la famiglia della duchessa, i marchesi de Mendoza, possedevano un feudo.

Intorno al 1638, contemporaneamente alla costruzione della chiesa di S. Domenico,  la cappella fu abbellita con decorazioni a stucco sul soffitto a volta . In essa si trova la tomba dell’ultimo signore di Castiglione del Lago, il duca Fulvio Alessandro della Corgna. Nella prima metà del XX secolo, fu completamente disabilitata per divenire la rimessa del carro funebre .

Nel museo

All’interno del museo è possibile ammirare anche l’ex voto a ricordo del miracolo di San Domenico ed i ferri chirurgici con i quali è stata operata donna Eleonora de Mendoza della Corgna.

Le opere conservate nel museo sono: arredi cultuali tra i quali reliquiari  e candelieri in legno dorato, le statue  di S. Michele Arcangelo, S. Domenico e San Nicola Da Tolentino  (prima metà del XVII sec.) e una statua del Cristo legato alla colonna del XV secolo. All’interno della chiesa, tuttora consacrata, si possono ammirare tre tele del XVII secolo raffiguranti rispettivamente la Madonna di Savona, la Madonna in trono e la Madonna di Loreto.

L’obiettivo del progetto è quello di diffondere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico religioso del territorio.

La musealizzazione di queste opere devozionali ha anche lo scopo  di promuovere la conoscenza di lavori ed artisti minori e allo stesso tempo favorirne la fruibilità e la conservazione.

Le opere

La raccolta, al momento, si compone di opere tutte provenienti dalla chiesa di San Domenico. L’esposizione è stata allestita seguendo un ordine cronologico.

     La prima teca contiene l’ex voto a ricordo del miracolo ottenuto dalla duchessa Eleonora de Mendoza per intercessione di San Domenico, i ferri chirurgici con i quali ella fu operata ed una croce reliquario in ebano e cristallo di Rocca, dono di don Andrea de Mendoza, fratello della duchessa. Nelle altre teche sono contenuti oggetti del “corredo” della chiesa. Le statue sono state recentemente restaurate: quella di San Michele Arcangelo è in fase di studio in quanto sembrerebbe realizzata dallo Scaglia, scultore fiammingo operante in Umbria e Marche nel XVII secolo.

Attualmente nel museo è esposto temporaneamente un affresco staccato (XVI secolo): esso, di proprietà del Comune di Castiglione del Lago, proviene dal refettorio dell’ex convento degli Agostiniani e raffigura la Madonna della Rosa.