Confraternita San Domenico | Confraternita
29
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-29,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-6.5,wpb-js-composer js-comp-ver-4.4.3,vc_responsive

La Confraternita

La venerabile Compagnia di San Domenico in Soriano di Castiglione del Lago

La venerabile Compagnia di San Domenico in Soriano di Castiglione del Lago è stata fondata nel 1638 e autorizzata dal Vescovo Monaldi Baldeschi il 27 ottobre dello stesso anno, era aperta ai laici ”dell’uno e dell’altro sesso” e si reggeva su precisi Capitoli o Statuti.

San Domenico da Soriano e le anime che partono per il purgatorio.

I fratelli indossavano un “sacco” bianco con “mozzetta negra” ed avevano un loro stendardo “nel quale sia dipinta l’immagine di San Domenico da Soriano e le anime che partono per il purgatorio” dietro di esso dovevano sfilare in tutte le processioni che si effettuavano in terra di Castiglione. La Compagnia era retta da un Priore affiancato da un Camerlengo e dal Sacrestano e da una Priora alla quale obbedivano le Consorelle. Tutte le cariche erano elettive a maggioranza e avevano la durata di un anno ed erano rinnovabili. Per “ascriversi” bisognava rivolgere domanda scritta al priore che sottoponeva all’approvazione dei Fratelli nella prima “congregazione”. Più rigida era l’iscrizione della Consorelle per le quali la Priora doveva fornire garanzie di massima serietà e morigeratezza nei costumi.

La festa della Compagnia

Il patrimonio della Compagnia era formato dalle quote sociali dei Fratelli, dalle offerte e dai proventi delle elemosine. La festa della Compagnia era stata fissata dal duca Fulvio Alessandro della Corgna nella quarta Domenica di maggio. Così era scritto: “ ogn’anno a solennizzare in Castiglione la festa di San Domenico la quarta Domenica di maggio come ancora si costuma nel presente (1825 circa) portandosi processionalmente per la terra la sua statua, alla quale processione intervenivano (omissis), oltre alle Compagnie del paese anche le altre del marchesato con molti parroci e sacerdoti. Con la festa si crede che venisse introdotta dal duca la fiera che continua anche al giorno d’oggi usarsi il Lunedì dopo la quarta Domenica di maggio”. La messa solenne cantata veniva preceduta da una ricca colazione a base di uova sode, pane e vino (costo circa un Bajo) oltre certi panini offerti dal Pievano e detti “Cacchiate” probabilmente per la loro dimensione.

L’organizzazione

La Confraternita attualmente è formata da circa 70 Confratelli e Consorelle e da molti soci aggregati, si regge sullo statuto approvato nell’anno 2011 da S.E Cardinale Gualtiero Bassetti Arcivescovo della diocesi di Perugia- Città della Pieve. La Confraternita ha come fini principali la santificazione di Confratelli, l’esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità fraterna. Promuove iniziative per la formazione religiosa dei soci, da incremento alle manifestazioni del culto pubblico e della pietà popolare soprattutto nelle feste tradizionali. Favorisce l’unione fraterna di persone aventi un vincolo di comune origine, di categoria o di lavoro, in modo da poter assumere un impegno nell’apostolato di ambiente. Promuove iniziative di carattere educativo, culturale, di assistenza e di accoglienza in forme varie. La Confraternita può svolgere attività diverse da quelle religiose o di culto, a norma dell’art. 15 delle norme approvate con il Protocollo del 15 novembre 1984 tra l’Italia e la Santa Sede. Il consiglio direttivo della Confraternita è eletto a maggioranza durante l’assemblea dei soci e resta in carica per tre anni.